Conosciuta volgarmente come: primula comune, primavera, fior di primavera, occhio di civetta.

Essendo uno dei primi fiori a sbocciare dopo l’inverno la primula è considerata simbolo della primavera e del rinnovamento, inoltre è considerata simbolo della prima giovinezza e augurio di buona fortuna.

In Europa alle primule è attribuita la proprietà di mettere in contatto gli uomini con il mondo delle fate, ma c’era un problema: per poterlo fare era necessario cogliere il numero giusto di fiori, altrimenti era certa la rovina del malcapitato. Questo dovrebbe essere monito per i moderni visitatori dei boschi: non cogliere il fiore per evitare la malasorte.

Questa pianta era usata, in passato, per curare emicrania, crampi, spasmi e reumatismi come ricordato anche da Plinio. In effetti sono state riconosciute proprietà calmanti, antispasmodiche, diuretiche, lassative e sudoripare. Vengono usati il rizoma, le foglie e i fiori. 

Il cosiddetto vino di primula, che si ottiene mettendo i fiori in bottiglia e coprendoli di vino bianco, favorisce la buona circolazione. In cucina, le foglie e i fiori trattate come il tè possono essere usate per bevande, mentre da giovani (prima della fioritura) si mangiano in insalata o lessate come gli spinaci o in minestra con altre verdure. In alcune zone con i fiori si usa fare della marmellata, mentre il rizoma può servire per aromatizzare la birra

Associazione Planetaria: Venere , Luna

Utilizzo esoterico : i fiori (petali) e le foglie possono essere utilizzati per rituali dedicati alla serenità, al benessere psicofisico , e tutto ciò che riguarda la sfera dell’amicizia. Può essere anche utilizzata per il richiamo alle fate , protezione di fanciulle e bambini e anche per rituali di fortuna. Al negativo può invece essere utilizzata (insieme ad altri ingredienti) per far capitare a qualcuno la mala sorte e per rendere odiose più persone.